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Visite turistiche

WrocławCittà Vecchia

È bene cominciare la visita dalla bellissima piazza del sec. XIII, che affascina per la ricchezza di colori e di forme delle palazzine tutto attorno e per il municipio, impreziosito da raffinate decorazioni. Caffè, club, ristoranti, pub e manifestazioni estive all’aperto offrono ai turisti tante emozioni.
Al centro della piazza è situato il municipio – uno dei più bei monumenti laici europei dell’architettura gotica. Eretto nel periodo fra la fine del sec. XIII e l’inizio del sec. XVI, crocevia di importanti percorsi commerciali, esso è diventato il simbolo della città e testimonianza della sua potenza e ricchezza. L’ attenzione è subito attirata sulla facciata orientale dall’orologio del sec. XVI con una sola lancetta, che segnava all’epoca le fasi della luna.
Nel sec. XX questa costruzione multisecolare ha acquistato il carattere di un museo e gli interni sono aperti ai turisti. Fra le bellissime stanze gotico-rinascimentali, degne di menzione sono le stanze nei sotterranei –l’immensa Hala Mieszczańska (Aula dei cittadini), le cancellerie e le sale del Consiglio Comunale e del sindaco, mentre al primo piano è situata la Wielka Sala (Grande Sala) a tre navate con un raffinatissimo ornamento. Attualmente nel municipio trova sede il Museo di Arte Cittadina, che gode di grande popolarità soprattutto a causa della Galleria dei Cittadini Famosi di Breslavia.

Museo dell’Arte Cittadina: Stary Ratusz; tel. 71/3471693; mercoledi-sabato 11.00–17.00, domenica 10.00–18.00.

Sull’entrata alla Piwnica Świdnicka (Cantina di Świdnica), al piano più basso del municipio, dove funziona il ristorante (tel. 71/3699510, www.piwnicaswidnicka.com; 12.00–24.00), sono situate le statue di un ubriaco e di sua moglie che aspetta il poveretto con una pantofola in mano. Sulla tavola in marmo, a lettere d’oro, un’incisione riporta i nomi dei clienti più importanti della Cantina, che gi? nel sec. XIII era famosa per la mescita della birra. Il suo nome ricorda le tradizioni nella produzione di birra nella città di Śwodnica. Negli anni ’80 del sec. XIV scoppiò una vera e propria guerra per il diritto di commerciare la birra di Świdnica, guerra tra la cattedrale capitolare di Wrocław e il Consiglio Comunale. Oggi vi si può assaggiare dell’ottima birra – Biały Baran (Montone Bianco) – prodotta appositamente per gli ospiti della locanda secondo un’ antica ricetta.
Davanti al municipio è situata la berlina – un palo grigio chiaro di arenaria che termina con una statuetta del boia. Si tratta di una copia, mentre i pezzi salvati fino ad oggi si trovano nel Museo dell’ Architettura.
La parte centrale della piazza, accanto al municipio, è costituita da palazzine situate lungo tre piccole stradine – Przejście Garncarskie, Przejście Żelaźnicze e Sukiennice (Passo dei Vasai, Passo dei Ferrai e Fondaco – e il perpendicolare Przejście Poprzeczne (Passo Traversale). Le decorazione delle facciate delle palazzine intorno alla piazza mostrano la grazia del manierismo (Dwór Polski – Casa Placca, numero 5; Pod Gryfami – Ai grifi, numero 2) e del barocco (Pod Siedmioma Elektorami – Ai Sette Elettori, numero 8, 15 e 18 e palazzine numero 8 e 9 nel complesso centrale). In stile eclettico è invece conservata la Dom Handlowy Feniks (Casa Commerciale Fenice – numero 31–32) e il Nowy Ratusz (Nuovo Municipio) è un esempio di neogotico.
Il modernismo grezzo degli anni ’30 del sec. XX è ben rappresentato dall’edificio della Bank Zachodni (Banca Occidentale – numero 9–11). In via Santa Elisabetta si innalza un’enorme chiesa di presidio del sec. XIV, che porta il nome di Santa Elisabetta. Nell’interno la nostra attenzione viene attirata dal sacramentario tardo gotico del 1455, il rinascimentale monumento funebre del consigliere Henryk Rybisch e il monumento manieristico di Mikołaj Rehdiger , opera nel 1585 di un tedesco di Dresda, Friedrich Gross (1540–1598). Vale poi la pena sapere che fu donata alla chiesa dai fratelli Mikołaj e Tomasz Rehdiger la loro biblioteca privata, che ha poi costituito la base alla prima biblioteca pubblica di Wroclaw. Dalla torre raggiungibile a piedi (84 m) si gode un panorama meraviglioso su Wrocław e i suoi dintorni.

Università di Wrocław

Dalla piazza si raggiunge l’università per via Kuźnicza. Tempo fa al posto dell’Alma Mater si trovava un castello ducale (in seguito imperiale), nel 1659 donato ai gesuiti dall’imperatore Leopoldo I. L’enorme costruzione dell’antica accademia gesuita, fondata nel 1702 e costruita negli anni 1728–1740, viene giudicato una perla del barocco. È stato costruito da Błażej Peintner e Józef Frisch. Il portico dell’entrata principale è decorato dalle statue di Giustizia, Virtù, Saggezza e Modestia; in alto le figure poste negli angoli della torre di Matematica personificano quattro facoltà: Teologia, Filosofia, Medicina e Giurisprudenza.
Al primo piano si trova l’Aula Leopoldina, capolavoro dell’arte barocca con dipinti illusionistici, decorazioni in oro e sculture. Gli affreschi sui soffitti lungo la scalinata, che rappresentano l’apoteosi dei principati della Slesia, furono eseguito negli anni 1734–1735 da Feliks Anton Scheffler, di Monaco in Baviera.
Anche la parte appena ristrutturata della Sala della Musica, con i meravigliosi affreschi policromi e le decorazioni e la torre di Matematica, con la terrazza panoramica vanno senz’altro visitate.
La chiesa del Santo Nome di Gesù fa parte del complesso universitario. È la più bella costruzione barocca di Wrocław, eretta negli anni 1689–1733. Il suo interno è decorato con sculture e bellissimi dipinti illusionistici del 1706 di J.M. Rottmayer. Vi si trova anche una fedele copia diella Pietà di Michelangelo, una delle tre al mondo.

Edificio dell’Universit?: pl. Uniwersytecki 1; accesso da una delle tre porte, all’ Aula Leopoldina dalla porta occidentale; aula: tutti i giorni tranneil merc. 10.00–15.30.

Ostrów Tumski

Wrocław è formata da ben 12 isole e oltre 100 ponti e dunque non è strano che essa venisse chiamata la Venezia del Nord.
Attenzione particolare va a Ostrów Tumski, la parte più antica della città, salvata per miracolo dalla tragica inondazione del luglio 1997. Piccola (4,5 ettari) isola in mezzo alla palude del fiume, nei pressi della via dell’ambra, essa funzionava come punto d’appoggio per l’ insediamento di una stirpe. Non è strano dunque che già nel sec. VII la stirpe di Ślężanie l’abbia scelta come dimora. Nell’anno 1000, durante il principato di Bolesław Chrobry, su Ostrów fu fondato il vescovado. Poco dopo venne eretta la cattedrale e il prima castello ducale a Wroclaw. Nel sec. XII i principi della Slesia si trasferirono sulla riva destra dell’ Oder e Ostrów Tumski divenne proprietà della Chiesa. Quando nel sec. XIV la città cadde sotto la dominazione Ceca, su Ostrów si formò una sorta di Stato Ecclesiastico e sul ponte che porta all’isola viene posto un cippo di confine. Nel sec. XIX, la diramazione del fiume venne colmata e l’isola si riun? cos? alla città.

La cattedrale è aperta dalla matina alla sera. Si può salire con l’ascensore sulla torre settentrionale , da li si gode un panorama bellissimo di Ostrów Tumski (dalla primavera all’autunno, tutti i giorni esclse le ore delle celebrazioni 10.00–17.00).

Fondato agli inizi del sec. XIX, il giardino botanico in via Sienkiewicza è una collezione eccezionale di alberi secolari, arbusti e fiori rari. Ben mantenuto e particolarmente accogliente, esso affascina in particolare in tarda primavera quando esplode in un tripudio di colori. Il viale a Sud del giardino è decorato da arbusti – rododendri e azalee, bellissimi soprattutto in primavera, quando fioriscono anche i tulipani e giacinti. Nella serra dedicata palme si possono ammirare le piante della zona tropicale e subtropicale, e nella serra dei cactus oltre 1500 esemplari.

Giardino botanico: ul. Sienkiewicza, tel. 71/3225957; tutti i giorni. 8.00–18.00, serra delle palme 10.00–17.00.

Sala Popolare

Si tratta di una costruzione che la città cerca di introdurre nella Lista Internazionale del Patrimonio Culturale e Naturistico dell’ UNESCO, famosa soprattutto per le dimensioni. Nell’edificio, la cui cubatura arriva ai 300 mila mc, il diametro a 130 m e l’altezza a 42 m, possono essere ospitate 20 mila persone. La gigantesca costruzione, una delle prime costruzioni in cemento armato del mondo, è opera di Max Berg, architetto tedesco. È stata costruita nel 1913, nel centinario della battaglia di Lipsia (per questo motivo veniva inizialmente chiamata Sala del Centenario). Il complesso della Modern Art, oltre alla Sala , formano il Pawilon Czterech Kopuł (Padiglione delle Quattro Cupole) insieme al Pergolato, progetto di Hans Poelzig. Il Pergolato (750 m di lunghezza, 7 m di larghezza e 4,5 m di altezza) è diventato un supporto eccezionale per la collezione di 400 piante rampicanti, che rendono più piacevole la lunga e grandissima costruzione.
Nel 1948, davanti all’edificio, venne posta la cuspide di 96 metri – opera di S. Hepel.

Parco di Szczytniki e Giardino Giapponese

Il vicino parco di Szczytniki fu fondato negli anni 1780–1784 dal principe F.L. von Hohenlohe–Ingelfingen come un parco romantico inglese sulla superficie di 115 ettari. All’interno si trova una chiesetta in legno di Jan Niepomucen portata qui dalla regione di Opole. In questa chiesetta vengono organizzate delle mostre. Lo stato attuale del parco è dovuto al designer di fama internazionale Joseph Peter Lenne (1789–1866). Le sue opere più famose sono il Tiergarten di Berlino e Sansouci a Potsdam.
In via Mickiewicza si trova il Giardino Giapponese, progettato per l’ Esposizione Mondiale del 1913 dal conte Fritz von Hochberg, l’ambasciatore dell’imperatore tedesco in Giappone, in collaborazione con il giardiniere giapponese Mankichi Arai. Ricostruito verso la fine degli anni ‚90 con l’aiuto di architetti e giardinieri giapponesi , esso affascina per la sua finissima armonia. Conduce al giardino un decoroso portone, mentre un largo viale conduce all’attrazione più grande – il bellissimo ponte che unisce le due parti dello stagno coronato dal fastigio ornamentale. La parte meridionale del giardino allude ai giardinetti di casa giapponesi con un padiglione e una siepe ben curata e pezzi del giardino di pietre e erba.

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